"raduno CICLOGASTONOMICO notturno"

25 novembre 1999

 

Partecipanti:

Pollini Fabrizio - Locatelli Sergio - Citroni Mario - Viadana Alberto - Compagnone Luigi - Coco Carlo - Cimoli Guido - Cimoli Massimo.

Itinerario:

Gardone Riviera (Vittoriale) - San Michele - Baita Pollini e ritorno.

Menù:

Filetto di manzo ai ferri - salamine ai ferri - formaggio alla brace - fagiolata con cipolle - il tutto innaffiato da Groppello Prosecco e Moscato (7 bottiglie totali) - castagne e frutta secca.

Condizioni atmosferiche:

Cielo sereno, luna piena, temperatura nettamente sotto zero.

La proposta nasce da quello sparuto e incosciente gruppo costituito da Mario - Sergio e Fabrizio assidui "pedalatori notturni" del giovedì sera. Noi al momento pensiamo ad uno scherzo, poi ci rendiamo conto che i pazzi fanno sul serio e ricattati meschinamente accettiamo la sfida. Un’abbondante nevicata ha reso suggestive le montagne che circondano il Lago di Garda e i giorni precedenti al raduno hanno registrato un drastico abbassamento della temperatura che nelle ore notturne è decisamente sotto lo zero. Il ritrovo è fissato per le h.20,30 nella piazzetta antistante il Vittoriale di Gardone Riviera, incaricato dell'approvvigionamento alimentare è Sergio il quale si presenta puntualmente con il prezioso carico. Due bottiglie di vino spuntano orgogliose dallo zaino di Carlo. Fantozziana la preparazione alla partenza, l'abbigliamento prevede nella maggior parte dei casi: cuffia, guanti felpati, sciarpe, tripla maglia con pile e giubbino doppi pantaloni e mutandoni di flanella. Le bici sono attrezzate con vistosi, efficienti e pesanti lampade. In breve il gruppo è già in sella e con entusiasmo affronta i primi tornanti che salgono verso S.Michele. I propositi sono di pedalare con estrema tranquillità in salita e di scendere con molta prudenza in discesa, verranno rispettati? La luna splendente rende la strada argentata e Gigi (che per le imprese impossibili è votato) impone a tutto il gruppo di affrontare tutta la salita con le luci spente. La temperatura corporea sale gradualmente in rapporto alla pendenza della strada finché qualcuno dichiara di avere caldo! La salita è piacevole e non troppo faticosa, il gruppo è fin troppo compatto tanto che in certi momenti si rischia di agganciare le biciclette l'una alle altre con pericolosi sbandamenti. In vista di S.Michele inizia ciò che si voleva evitare ma che era inevitabile: "la bagarre". Il primo a rompere gli indugi è Mario che sfruttando l'oscurità lancia uno scatto bruciante, Alberto reagisce!!! La velocità aumenta bruscamente e in coda al gruppo si cominciano a sentire lamentele poco garbate. Raggiunto il fuggitivo tocca a Massimo tentare la fuga, Alberto reagisce di nuovo!!!! A questo punto è lo stesso Alberto che istigato a delinquere pone fine alle discussioni e saluta il gruppo transitando in testa alla fontanella in cima alla salita. Riunito il gruppo si riparte per affrontare lo sterrato che in qualche Km di salita ci porta alla Baita che Fabrizio ha messo gentilmente a disposizione della truppa. Durante la salita nuovo ingaggio tra Alberto e Carlo dietro gli altri si godono l'atmosfera surreale dei boschi illuminati dalla luna che fa risaltare alcune chiazze di neve. L'affanno della pedalata negli ultimi metri obbliga a respirare a fondo l'aria gelida, dopo una pausa di riflessione per il guado di un torrente arriviamo alla Baita Pollini, entrati accendiamo subito il maestoso caminetto che in breve diventa una fornace e crea un ambiente estremamente accogliente, ci cambiamo gli indumenti ormai ghiacciati. Guido si occupa del fuoco e della cottura delle vivande, Carlo si offre volontario per la preparazione della fagiolata, Sergio taglia sapientemente le cipolle, Bicio e Mario preparano la tavolata, Alberto Gigi e Massimo fanno.............una pennichella!. La baita è una bella casetta immersa nel bosco che sembra stata costruita appositamente per banchetti e bevute! Tutto al suo interno è in funzione del mangiare e del bere, ogni cosa è studiata, nulla è lasciato al caso. E noi ci adeguiamo in fretta. Guido affronta eroicamente il terribile calore del camino e si destreggia egregiamente tra filetti manzo e salamelle, Carlo con una perizia disarmante riesce a fondere le cipolle e i fagioli creando un composto uniforme dal sapore delizioso. La prima bottiglia di vino finisce quando ancora i cuochi sono al lavoro e già si capisce come andrà a finire: la cantina del papà di Bicio è in serio pericolo. Infatti non appena Guido ci presenta la splendida grigliata la sete si fa sentire e Bicio si dà da fare. La carne è ottima le salamelle altrettanto, la fagiolata è......già finita. Le famigerate e famose bocche presenti non si smentiscono, la compagnia è piacevole e invoglia a mangiare, quindi senza esitazione Gigi viene messo alla griglia con il formaggio e dopo pochi minuti si ripresenta con delle porzioni filanti e gustose, tanto per riuscire a bere ancora un goccio di vino. Quando sembrava che tutto fosse finito Bicio scopre un sacchetto di castagne che Carlo provvede ad abbrustolire. Altra mangiata e bevuta. Alla fine, esausti ci convinciamo che se non partiamo subito dovremo fermarci a dormire. Sono le 23,00 circa e dopo aver ripulito la tavolata ci prepariamo per la temuta discesa, ogni abbigliamento disponibile viene indossato! Si scopre così che Carlo aveva portato con sé la tuta da sci usata da Thoeni ai Mondiali del '74. Mario sfoggia una maschera tipo "spider man". Gigi sembra un addetto alla Centrale nucleare di Cernobyl. Discesa sempre a fari spenti, ancora non mi rendo conto di come abbiamo potuto scendere a 50 km/h per 10 km. nel buio ed essere qui a raccontarlo! Grandioso! Arrivati alle macchine ci salutiamo come dei reduci del Vietnam e con estrema soddisfazione andiamo a dormire contenti di aver passato una serata sicuramente diversa dalle altre.

Massimo.