La Divina Corsica

 

Cantami o Musa la storia
dell'Isola da sempre nel cuore
di un folto gruppo di biker che
alla gioia preferisce il dolore

 

Mancar non potea la quinta
in Corsica a luglio tra i monti
le valli ed il mar per soffrire
'chè l'unica cosa che conti

 

per quel gruppetto di nonni
che ancora si ostina ad andare
tra rovi pietraie e boscaglie
la grande avventura a cercare.

 

Vivario in partenza e poi via
puntando al Laparo contenti
cantando pei colli a gran voce
"Ma quanto siam deficienti"

 

Perchè su quel passo poi c'era
un'erta ciclabile a tratti
ma giunti alla cima capiron
che a scender eran cazzi per tutti

 

Pertanto alle dieci di sera
fuggiti dal bosco a rilento
i prodi del giro sembravan
colpiti da gran scoramento

 

E giunti alla méta di notte
pascendo cuscus e birrone
il gruppo rientrava nei ranghi
temendo già un nuovo bidone

 

che infatti era lì ad aspettar
quel dì che di spiaggia s'andava
cercando sterrati e stradine
laddove nessuno passava

 

ma 'l gruppo non si diede per vinto
e scelto un gran bosco di spine
gettossi d'impulso intuendo

ch'era meglio morire alla fine

 

al punto che il grande Morani
novizio ma buon combattente
andava accasciandosi al suolo
gemendo seppur sorridente

 

perchè su quell'isola amena
le genti non vanno davvero
per cercar riposo ma solo
per dire alla fine "io c'ero".

 

 

Anonimo Lacustre.