IV GIORNO : la
Valle della Restonica (... la resurrezione di Lazzaro!) - Corte >
Bastia > Savona
Cominciamo bene. La cassa comune
piange. “...ragazzi, chi ha soldi li cacci fuori perché bisogna pagare
l’albergo, niente carta di credito”. Alla fine della conta ci sono più lire che
franchi, si va in banca. Allo sportello sulla nostra dx c’è una bella ragazza
mora con tanto di top in seta blu e pantalone in tinta, curve a posto,
ventre e schiena ovviamente scoperti, gira qualche occhiatina, facciamo anche
noi la nostra porca figura attillati come siamo. “Bisognerebbe dirle che ha
fuori l’etichetta delle mutandine ....” dico io con fare sornionico. Passano
alcuni secondi di silenzio; la tipa, con movenze assolutamente composte e senza
tradire nessun imbarazzo, si sistema l’etichetta, si volta e con un sorriso
dolce ma graffiante quanto basta ringrazia. Cazz...........ma allora l’italiano
lo capiscono se vogliono! Andiamo in stazione ad informarci sulla possibilità
di tornare a Bastia con il treno del pomeriggio; le Chemin de
Fer de Còrse è assoltamente da non perdere per via degli straordinari
paesaggi lungo la linea. Niente, siamo in troppi per le due uniche carrozze.
“Almeno per uno di noi è possibile?” Vada per uno. Massimo ha il mezzo fuori
uso, oltre a dover rinunciare alla Restonica, non può naturalmente
pedalare fino a Bastia; lo salutiamo dispiaciuti quanto lui per questa
forzata divisione, appuntamento in Place Saint Nicolas a Bastia
di fronte alla zona imbarchi entro le 18.00. Lasciati gli zainetti in albergo,
si va. La strada si snoda su 14,5 km, dai 441m di Corte ai 1450m della boite
de Grotelle. Fino al Pont de Tragone sono 10 km e 400metri di
dislivello, dopodiché diventa sofferenza pura, circa 600m in 4,5 km; fate voi
il conto...... Ancora una volta la natura di quest’isola è incredibile; come
me, anche altri sono già passati in questa valle, ma ogni volta ti incanta; il
verde dei boschi di faggio e poi le pinete, il torrente spumeggiante, una
simbiosi perfetta. Superiamo il Pont de Tragone, la salita comincia a
farsi sentire e la vallata a stringere, lasciamo un campeggio sulla sinistra
rispetto alla strada e Guido, con quell’aria di leggera ma perenne sofferenza,
getta la spugna imboccando il ponticello del campeggio, e senza possibilità di
appello dice “.... ragazzi non ce
la faccio, vi aspetto qui o altrimenti sono all’albergo”, fine
delle comunicazioni. Ci spiace per
lui, ma non possiamo rinunciare a questa impresa. Il gruppo è sgranato, si sale
più o meno in coppia a seconda del proprio passo. Superata la stretta vallata e
ormai fuori dal bosco, il panorama si apre e Gigi mi rende onore immortalandomi
sui pedali con i
2295m del Capo a u Chiostro
sullo sfondo . Ci siamo, raggiungiamo il Nicoli e Coco che sono già nel
piazzale del rifugio ‘U Stazzu. La giornata è stupenda, siamo nel mezzo
di una grande conca rocciosa, ci sono bianche pareti a picco di origine
calcarea tutt’intorno. Mentre siamo lì che decidiamo il da farsi, sicuri di
avere un buon margine sugli altri, tra le macchine del parcheggio vediamo
arrivare il Guido che, sempre con quell’espressione di leggera ma perenne
sofferenza ci spiega che gli dispiaceva non venire sù visto che la schiena non
gli faceva poi così male........, che ha raggiunto gli altri e poi li ha
staccati perché aveva trovato il passo giusto......., e che non pensava di 
farcela....., e che però ha sofferto
molto......., insomma, UN BANFONE !!! . Radunati tutti, ci
dirigiamo verso un..... non lo so cos’era, un rifugio, una spelonca, un
qualcosa fatto di pietre con quattro tavoli fuori che però fa dei panini
eccezionali! Diamo fondo a tutto quello che c’è nelle saccocce, banane,
biscotti, succhi vari, yogurt, e così passiamo un’oretta al sole ammirando le
bellezze che ci circondano . “Ehi,
sono le 12.30, qualcuno per caso si ricorda che abbiamo la nave a Bastia
alle 19.10 e mancano 90 km?” chiedo.
Nostro malgrado ripartiamo, e scendiamo la Restonica con
quell’espressione tipica del “non finisce qui”, anche se non ci saremmo mai
immaginati che un mese più tardi sarebbe andata completamente in fumo per via
di uno di quegli incendi che ogni anno devastano questa terra straordinaria. Ci
concediamo l’ultimo sollazzo, un bagno nel torrente. Nella sua parte bassa la
valle è più aperta e ci sono un sacco di piscine naturali; cazzo !! l’acqua è
ghiacciata, ma sapete cosa vuol dire ghiacciata? Quando entri ti senti......
diverso, tutto diventa così.......insignificante e misero........rapportato
alla forza della natura....ehm...ehm....
Tutto sommato gli 80 km sulla
N193 che porta a Bastia passano bene, se non fosse per il traffico che,
una volta arrivati all’innesto con la costiera N198 in località Casamozza, diventa
insopportabile. Una breve sosta per l’acquisto di un po’ di frutta nel piazzale
di un supermercato si trasforma in un sit-in mangereccio con tanto di brioches,
latte, pane, yogurt e quant’altro, comodissimi sotto la pensilina della fermata
del bus a respirare biossido di carbonio. Pedaliamo gli ultimi km a razzo in
fila indiana, riusciamo anche a prendere un po’ di pioggia, mai successo in Corsica,
e finalmente arriviamo al piazzale dell’imbarco alle 18.00, puntualissimi
all’appuntamento con Massimo, che incapace di stare li con le mani in mano ha
già raccolto tutte le informazioni che ci riguardano, e cioè che la nostra nave
(veloce) delle 19.10 è stata annullata a causa del mare grosso, e che la Corsica
Ferries ci propone la tratta notturna delle 23.00 regalandoci anche il
passaggio cabina per la notte; ci adattiamo subito al cambio di programma, con
una buona mancia mi assicuro la complicità dell’addetto ai servizi igenici del
terminal d’imbarco dove ci troviamo,
la doccia non c’è ma riusciamo quasi a farla, finalmente ci si cambia. Sono le
19.00 e adesso? Aperitivo in Place Saint Nicolas e cerchiamo un
ristorante, bisognerà pur mangiare stasera, on y va mes amies? Massimo
fa stoicamente strada con il suo gioiellino! Muoviamo verso la città bassa,
realtà completamente diversa rispetto all’ immagine della “città di transito”
che si ha della Bastia commerciale e caotica del porto nuovo. Qui troviamo
i quartieri storici di Terra
Vecchia e Terra Nova. Il primo fu edificato nel 1380 intorno alla Place
de l’Hotel de Ville e corrisponde al nucleo originario della città; il
secondo, di un secolo più recente,
sorge vicino al Palais du Gouvernament dove ha sede Le Museé
Etnografique de Còrse e costituisce una vera e propria cittadella
fortificata. Integrati in un’unica soluzione, sono i classici quartieri
portuali con strade strette, ripide, scalinate, muri corrosi dalla salsedine e
brutte facce. Arriviamo alla Promenade de l’Ancien Port, insenatura
naturale utilizzata solo dai pescherecci e dal Beaux Monde, protetta dal
Molo del Dragone ; é pieno di invitantissimi localini affollati di gente
ben vestita, noi siamo un po’ svaccati con le bici al traino,gli zainetti sulla
schiena e l’aria di chi si è sparato la Restonica in mattinata, chissà
cosa si pagherà per una grillade des poissones. Un attimo di
indecisione, poi troviamo il nostro posto, per due motivi; il primo perché si
tratta di una pizzeria dal menù vario, ed il secondo perché la giovanissima e
carinissima cameriera (che ammica sul
plateatico vedendo sfilare questa
armata brancalone), ha due tette incredibili, incredibilmente ben fatte ed
incredibilmente in vista sotto una maglietta attillatissima che è lì-lì per
esplodere!!! La cena è piacevolissima;
la vista del porto con il mare aperto sullo sfondo, il bastione in alto
a destra della cittadella che domina l’insenatura sottostante e le luci della
sera creano una cornice assolutamente rilassante; oltretutto la furbetta, che
ha capito tutto, si presta consapevolmente e sapientemente al gioco,
sporgendosi con discrezione sulla tavolata tutte le volte che arriva una nuova
portata. Tanto si scherza, già,.......sigh! L’ultima mossa tocca doverosamente
a noi; il conto è di 1370 franchi, in cassa ne ho 1430 e le lascio i 60 restanti di mancia. “Mercì et au-revoir”, puoi
scommetterci cocca, à la prochain
!!
A parte ......
· l’attesa serale della nave del ritorno, che non è esattamente l’attesa mattutina della nave che parte
· il custode del parcheggio di Savona al quale abbiamo telefonato dicendo che non saremmo arrivati la sera
come previsto ma la mattina successiva per via delle condizioni del mare e che ci ha augurato “buona fortuna!”
· un viaggio decisamente più tranquillo del previsto, il mare non era più così mosso
· ringraziare ancora la Corsica Ferries per averci offerto cabine e doccia calda
· il Citro, che nel porto di Savona si è perso e stava imboccando l’uscita per Ventimiglia mentre noi eravamo da tutt’altra parte ad aspettarlo
· la grande felicità per l’avventura appena conclusasi, ma anche la grande tristezza per l’imminente brusco ritorno alla realtà
......in noi resteranno sempre dei grandissimi ricordi :
· Coco : il mal di culo, la
relativa pomata, e l’aver trascritto tutte le meraviglie dialettiche del duo
Boccacci-Manù alla Ancien Cave du
Moscat di Corte
· Citro : la frenatona a 60 kmh con “quasi” ribaltamento acrobatico e il non aver dimenticato dappertutto
portafogli e zaino come l’anno precedente
· Loca : la salita al Col de San Quilico a passo di carica e l’aver cercato di smistare i franchi obsoleti del Citro
in tutti gli alberghi (ed in banca) senza successo
· Macho : il volo dell’angelo senza essersi massacrato nella caduta a Corte e l’aria soddisfatta per il passaggio
sul gippone della “mamma mica male”
· Guido : la “resurrezione” sulla salita della Restonica e l’aver concesso al Citro la rivincita sul Col de Teguime
e, soprattutto, per averla persa (a proposito, la cena?)
· Boccacci : il duetto con Manù alla Ancien Cave du Moscat a Corte, degno di Totò e Eduardo e i denti stretti sul
Col de San Quilico
· Gigi : il tuffo dalla roccia di Porto e l’aver organizzato, insieme a Loca, un buon percorso, privo di sentieri
impraticabili
· Sandro : le tazze da cesso della Corsica (le ha passate tutte) e per essersi lamentato meno del solito
· Bicio : il pomeriggio appollaiato sulla roccia di Porto e l’aver intimamente preso atto che la bici del Citro è
più bella della sua
· Carlo : l’indiscusso carisma “Karmatico” che lo avvolge e l’aver portato una ventata surreale nel nostro
gruppo
la Corsica : sempre magnificamente insuperabile e capace ancora una volta di farci volare !!
A proposito ragazzi, che si
fa l’anno prossimo ?
locabikerider@gardabike.it-
copyright2000
ringraziamenti
:
ai partecipanti tutti, per aver dato ancora una volta fiducia a questa “classica” e per averla onorata con la loro presenza
a massimo, per la capacità e la pazienza profuse nell’impaginare le mie fantasie stilistiche di questa pubblicazione
a gigi, per la brillante intuizione sul percorso e per l’apporto tecnico in materia fotografica e digitale
a citro, che con le sue ricerche in rete ci ha fornito elementi degni di interesse
ITINERARIO CARTOGRAFIA E NOTIZIE DELLA TAPPA