CORSICA V – 6/11 luglio 2001

.....non poteva essere altrimenti.....

prefazione e versione by sergio locatelli - locabikerider©GBK2001

 

 

questo racconto è dedicato ad una persona speciale,

…quel caldo raggio di sole che resterà sempre nel mio cuore…

 

 

 

Ma uffa, che palle!!!

Ma possibile che non ci sia un’altro posto dove andare?

No, non ancora.

 

Dunque, il Desert des Agriates lo conosciamo a memoria, la costa occidentale fino a Porto pure, la Calacuccia idem, a Corte siamo passati 2 volte, la Restonica (sigh!) é come sentirsi a casa, la valle dell’Asco ..ehm ...ehm..   ce la ricordiamo, l’area centrale dal Col di Vizzavona fino ad Ajaccio, anche. Insomma, cosa manca? Beh, ci sarebbero Le Cap Còrse, il Niolo a nord-est con la sua Castagniccia, e tutta l’area Sud, Sartene e Bonifacio; Le Cap ed il Niolo ci obbligherebbero a gironzolare nuovamente nell’area nord che abbiamo già conosciuto, ragazzi non c’è scelta, si va a Sud!! Ma come si fa? abbiamo solo 4 giorni come sempre. E così ci mettiamo d’impegno a trovare il solito compromesso tra orari, traghetti, itinerario e tempistiche, anche se quest’anno “il gruppo non c’è mica tanto”; Mario è diventato papà, (o almeno lui ne è convinto...), Massimo ha quasi incredibilmente appeso la bici al chiodo, Guido lamenta problemi fisico-professionali, Alberto ha declinato, a Gigi glie ne sono successe di ogni ma ve le risparmio, ultimamente una anche a me e ve la risparmio, insomma, siamo un po’ sfilacciati, ma lo “zoccolo duro” tira e alla fine qualcosa di buono esce. Preparo un ABC sulla nostra nuova avventura (Corsica V, cosa come e perché, vedi sezione dedicata ndr), ci troviamo una sera a cena e viene fatta una presentazione ufficiale in modo che tutti sappiano come sono state organizzate le cose ed il perché di certe scelte, con tanto di dati tecnici, cartine e commenti. Ovviamente le discussioni non mancano, nei giorni a seguire ne escono di ogni..

 

 “L’anno scorso è stato bellissimo, ma cazzo, non abbiamo fatto neanche un metro di sterrato....” dicono i più.      “Ci credo, vi siete dimenticati del disastro del Laggiarello nel 99?”risponde qualcun altro. “E allora? Andando a sud il Col di Bavella è imperdibile, ma bisogna salirlo da Solenzara, che non vorremo mica raggiungere dalla costiera orientale, che è piatta, e quindi bisogna andare fino a Corte in treno, e poi....e poi ci sarebbe da fare un passaggio a carattere alpinistico sul Col de Laparo fino a 1525 slm per poi riportarci ad est e poter scendere a Solenzara. Il Laparo? Quello vicino al GR20 dove non c’è ombra di anima viva, dove bisognerà portarci la bici in spalla per 400 metri di dislivello, 1000 a scendere, e l’acqua è solo un miraggio? Sì, proprio quello lì......ma cazzo, ma lì rischiamo la pelle un’altra volta!!! e quanti km sono da Corte a  Solenzara con il Laparo in mezzo? 100 km? il primo giorno? dopo non aver dormito una beata fava sulla nave? voi siete matti”, e via che inizia il solito braccio di ferro tra chi vuole osare e chi no, insomma, un casino;  il giro va bene a tutti perché la zona sud è sconosciuta alla maggior parte di noi, ma quel passaggio sul Laparo, per il quale avremmo anche pensato ad una facile alternativa, ci rode lo stomaco. “Vabbé sentite, m’informo io ma decideremo tutti insieme, domande?”

 

Mi informo e telefono al Bureau du Parc Régional di Corte, chiedo del Laparo e mando anche un fax con il percorso: “Se siete proprio sicuri di volervi prendere la bici in spalla è fattibile, il percorso è ben tracciato” risposta. Rintraccio anche Jean Louis Françon a casa, “enciclopedia” còrsa della mountain bike che lì si chiama vtt, ormai siamo amici: “oui, il Laparo è fattibile, dovrebbe esserci anche una strada che sale, ma la discesa fino a Catastaggio la farete a piedi; ricordate, alla Chapelle de S. Antoine guardate in alto al colle, c’è una grande antenna  parabolica, poi ci sono i paneaux de bois, impossibile sbagliare....”. Anche se qualcuno non è per niente convinto, gli altri lo sono tutti, euforicamente; sembra proprio che ci tocchi ‘sto colle......Prenoto gli alberghi, ormai le tappe sono decise, Gigi si informa sulle cabine della nave ma sono già tutte prenotate, e qualcuno s’incazza, avremmo avuto bisogno di dormire visto che faremo la solita tratta notturna e poi ci spareremo 100 km, Laparo compreso! Allora, riassumiamo: si parte venerdì 6 luglio dal porto di Livorno., imbarco alle 23.55, si arriva Bastia alle 7.00, in treno fino a Corte, tappone con il Laparo e arrivo (?) a Solanzara. Il secondo giorno si sale al Col di Bavella e si arriva a Sartène, la “vera Corsica”, quella dei còrsi, non quella dei turisti. Il terzo giorno si scende verso il mare di Tizzano e Mortoli, e ci spariamo tutta la penisola a sud-ovest in quello che sarà  un “chissà cosa c’è”, famosa per i siti preistorici di Palaggiu e Cauria con i loro classici  menir”, fino al rientro sulla statale all’altezza del Roche du Lion di Roccapina, per poi dirigersi a Bonifacio nel pomeriggio. Ultimo giorno, traghetto Bonifacio/S.Teresa di Gallura, costa Smeralda in bici con destinazione Olbia passando da Capo d’Orso, imbarco serale per il rientro-nave su Livorno la mattina seguente, mercoledì 11 luglio 2001. La Còrsica, quest’isola dal fascino incantevole, avrebbe fatto vivere ancora una volta a me, gigi, fabrizio, mario, luca, sandro, boccacci, carlo coco, carlo nicoli e tiziano, un’altra indimenticabile avventura, forse l’ultima, forse!

 

 

I° giorno: il D-DAY !  - parte I^

 

I° giorno: il D-DAY !  - parte II^

 

II° giorno: il TAPPONE DOLOMITICO  - parte I^

 

II° giorno: il TAPPONE DOLOMITICO  - parte II^

 

III° giorno: IL MARE, IL MAQUIS ED I BASTIONI- parte I^

 

 

 

 

CORSICA V ... COSA, COME E PERCHE'    ITINERARIO E CARTOGRAFIA    LA DIVINA CORSICA (ANONIMO LACUSTRE)