I“PATAROULETTES” alla 24H. di FINALE LIGURE

29/30 settembre 2000

Parte III^ - la notte, l'alba, l'arrivo

 

Nel camper c’è un bel casino, tra roba sporca, casacche appese dappertutto nel vago tentativo di farle asciugarle un po’, roba da mangiare e borse personali stiamo un po’ stretti, ma comunque è un lusso. Stabiliamo turni ed orari di massima per la notte. Presidente 23.15, Bicio 00.15 (3 giri), Mora 01.45, Citro 03.15 Loca 04.15, Gigi 05.15, Coco 06.15, poi sarà chiaro. “Allora, chi rientra dal proprio turno deve svegliare quello che sostituirà chi lo ha sostituito, ok?”, in questo modo c’è tempo per svegliarsi, arrangiarsi a montarsi le luci e preparare la propria mtb, oltre che a trovarla nel mucchio che abbiamo creato nella siepe adiacente al camper, con la speranza di non farcele fregare. Essendo in pochi ed avendo bisogno di riposare non è possibile aiutarsi a vicenda, ognuno, una volta svegliato deve agire autonomamente nel prepararsi la mtb e recarsi alla zona di cambio; tra l’altro c’è qualcuno che la notte precedente non ha dormito, e non facciamo nomi.....La tensione cala, qualcuno comincia a sdraiarsi sulle brandine e la sensazione è che di svegliarsi da lì a poco e spararsi il turno di notte nessuno ne abbia la più pallida voglia. E Gigi? Usciamo in tre per andare alla zona del cambio a vedere e a fare un po’ di tifo, siamo una squadra e l’affiatamento non deve mancare. Ore 22.11, puntuale come un orologio svizzero Gigi chiude la prima tornata con un sorrisone, evidentemente va tutto bene, lo incitiamo come è giusto che sia. Ritorniamo al camper dove regna un’ anarchia totale, ma l’importante è riposare; esce la prima velata frase della serie : “.......ragazzi in tutta onestà dico che non garantisco sul mio prossimo turno.....”. Non ne esce una discussione, nessuno effettivamente ne avrebbe voglia di montare in sella in piena notte con tre o quattro ore scarse di sonno in tutto, a parte il Presidente a cui tocca subito dopo Gigi e Bicio che, gioco forza, ci saluterà alle 05.00 per andare via e quindi non può tirarsi indietro, si vedrà.........Da questo punto in poi i ricordi sono vaghi, anch’io dormo quanto posso; rumori nella notte, gente che entra, gente che esce............Massimo è andato, Gigi arriva e sveglia Bicio, si farfuglia......, poi Bicio esce,  Massimo rientra e sveglia il Mora, é un continua svegliarsi e riaddormentarsi, fino a quando, al rientro di Bicio dal suo triplo giro, un fulmine in piena notte irrompe nel camper : “ IL MORA S’INCULI!!! “.“Ma come? Non vorrete mica lasciarlo fuori e non dargli il cambio? “il Mora s’inculi” ribadisce la stessa voce, che per rispetto della privacy lasciamo nell’anonimato. Adesso sì che ne nasce una discussione, emerge chiaro e tondo che non c’è cattiveria nella frase ma neanche la voglia di tirarsi fuori e pedalare nella notte. “Sentite, il Mora non troverà nessuno a dargli il cambio e tornarà nel camper, ci si sente domani mattina”. Bicio si incazza, forse non a torto, si è sparato tre giri sapendo di dover andare via da lì a poco e nessuno che si vuole svegliare.........Il Mora rientra, mi sveglio, scambio due parole e preso da non so dove, l’istinto del dovere prevale sulla comoda cuccietta e mi tiro fuori.      Mi preparo con calma , siamo venuti qui con l’intento di fare questa 24h, non di vincerla ; sono quasi le 05.00, inforco la mia Twister che sferraglia un po’ e rientro nel circuito. In effetti non siamo stati gli unici a “saltare”, ci sono pochissimi bikers al cambio e sul tracciato, ma la sfida si fa sentire subito, l’aria fredda e i battiti che salgono ti mandano dritto in adrenalina e via che si và. Da lì in poi non ci sono più problemi, non ha mai più piovuto, il tracciato è decisamente migliorato anche se resta al limite della praticabilità, ma per lo meno non ci sono più ruscelli. Coco, Gigi, Citro, Massimo, Mora, e poi ancora io riusciamo a mettere Coco nella condizione di chiudere il primo giro dell’ultima staffetta alle 14.50 ed iniziare il secondo; il regolamento infatti prevede che l’atleta in race in quel momento, se passa nella zona cambio prima dello scadere delle 24h ha la possibilità di chiudere la tornata. Non so agli altri, ma a me fare finalmente il percorso di giorno alle 13.30 dopo averlo fatto due volte nella notte evidenzia degli aspetti che non avrei immaginato; alcuni tratti sono effettivamente pericolosi, ma di notte non mi erano sembrati tali, probabilmente perché la visione del solo tracciato illuminato dalla luce artificiale riduce l’effetto ambiente senza farti vedere i potenziali pericoli, cosa che invece di giorno, a luce piena, cogli pienamente e paradossalmente di deconcentrano. Il vecchio Coco arriva in gran forma, ormai nel paddock è festa, siamo tutti lì ad aspettarlo in un misto di stravolgimento ed eccitazione; la misura del tempo è impalpabile, ma come, sono già passate 24h? Sì, è proprio così, lo senti nel fisico ma non nella testa, anche se la sensazione di rilassatezza dovuta al detensionamento post-performance è terribilmente piacevole. Ci sarebbe la premiazione, qualcuno ha pur vinto, ma l’idea di fare 300 km per tornare a casa prende il sopravvento; sistemiamo tutto come possiamo, l’ammiraglia e il camper sembrano Hiroshima e Nagasaki, puliremo tutto a casa. Un attimo prima di partire gli altoparlanti annunciano la classifica finale, senza farci illusioni aspettiamo un attimo, ascoltiamo e......ehm....ehm....beh, diciamo che ci sentiamo comunque orgogliosi di aver affrontato un’esperienza di questo tipo, unica in Italia, e di essere tra i pochi che l’hanno vissuta. Tra l’altro nel pacco gara c’era anche una bellissima T-shirt nera con un maxi logo della 24h sulla schiena, diventerà sicuramente il ns. segno di riconoscimento nelle occasioni ufficiali. Mentre partiamo esce anche un raggio di sole, sembra proprio una presa in giro dopo aver ravanato l’impossibile, ma in fin dei conti, e lo sappiamo bene, aver partecipato con quelle condizioni meteo renderà tutti ancor più fieri; il furbastro dell’ organizzazione aveva proprio ragione, ovunque andremo negli ambienti mtb, potremo dire “Finale 2000? IO C’ERO!!!”.


Ringraziamenti
a tutti per il culo che ci siamo fatti!!!

in particolare:

a Luca Morani detto "il Mora"
per il carattere e la tenacia sfoderati in una condizione non propriamente da passeggiata

a Carlo Coco,
che se vuole "ci mangia" ancora a colazione!!!
e che ha contribuito in modo fondamentale mettendo a disposizione il camper

al ns. Presidente,
insuperabile nell'organizzazione e magico nell'avvio stile Le Mans!!!

a Mario,
anche se pare sia stato proprio lui a saltare il turno di notte......

a Fabrizio,
senza le sue insistenze la 24h sarebbe rimasta irraggiungibile


a Gigi,
che ha illuminato la buia notte delle Mànie


a Sergio e Alberto,
credeteci, volevamo tornare a casa!!!

a me stesso,
e cazzo, fatemelo dire che non ce la faccio più :
tempo migliore di tutti sul giro!!!

locabikerider©2000



Parte II^ - la gara, l'ambiente, il buio

 

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