I “PATAROULETTES” alla 24H. di FINALE LIGURE

29/30 settembre 2000

 

Qualcuno ha mai per caso letto servizi sulla 24h di Finale Ligure, che so, su qualche rivista specializzata del settore? Si? No? Beh, ci hanno scritto un sacco di cazzate!! Ebbene, se volete la vera versione mettetevi comodi, accendetevi una sigaretta e leggete un po’ qua, che è tutta un’altra storia . . . . . . . .

 

Per chiudere in bellezza una stagione che ci ha visto impegnati nelle più classiche delle Gran Fondo, sempre con quel latente spirito di competizione della serie “tutti contro tutti” ma mai chiaramente dichiarato, Gardabike decide di vivere un’esperienza di gruppo, decisamente diversa dalle altre anche perché si tratta dell’unica manifestazione di quel genere in Italia. Ma cos’è? un funky day? No.....una serie di gare in sequenza? No ......una cosa per professionisti? No......é......una kermesse della mountain bike, l’apoteosi di quel life style nel quale la stragrande maggioranza dei bikers si riconosce al di là    dell’ aspetto agonistico, dove puoi finalmente farti una scorpacciatona di tutto, bici, pedalate, musica, sudore, sofferenza, campeggio, casino, insomma un’avventura da vivere in tutta la sua particolarità per la quale, credeteci, ne è valsa proprio la pena. Si tratta infatti di una competizione di 24h a squadre giunta alla II^ edizione, condita da tutta una serie di appuntamenti all’interno dell’evento, insomma una cosa da non perdere. Di questo ce ne accorgiamo subito, fin dalle prime fasi, durante le quali il Presidente fa sfoggio di tutta la sua capacità organizzativa raccogliendo informazioni c/o la Direzione dell’evento, che ci fornisce direttamente, puntigliosamente e con tantissimo entusiasmo tutte le indicazioni relativamente a tipologia della manifestazione, regolamento, aspetti logistici, mappe di ogni genere. Il tutto è anche disponibile sul sito www.raceware.com/24h finale ligure. Accidenti però, hanno fatto le cose in grande, in particolare ci affascina l’idea del night biking, di cui ne abbiamo già assaporato la magnificenza grazie alle ciclofagiolate notturne del giovedì di luna piena. Inoltre il tam tam ha fatto eco, l’anno scorso erano 60 team, quest’anno 102, deve essere proprio una figata! E così, la macchina Gardabike comincia a muoversi ; si studia il percorso, si calcolano le medie teoriche da tenersi analizzando la classifica dell’edizione precedente, si fanno un po’ di conti, 12, dovremo essere in 12, e cioè il numero massimo ammesso di partecipanti per ogni team. Ci siamo? Sì, ci siamo, ammiraglia Giemeci-Gardabike, macchine, camper, orari, appuntamenti, e non per ultimo, cibarie: una mortadellona di 8 Kg, un quarto di forma di grana, 6 bottiglioni di lambruscazzo per un totale di 12 litri, frutta secca e uvetta non si contano, il necessario per la colazione, 10 kg di pane e svariati “sfizietti” personali oltre che alle classiche bustine di integratori e boccettini vari. Naturalmente è previsto il tendone mensa full time, ma preferiamo essere autosufficenti. Gigi prepara con molta maestria il necessario per la notte ; 5 impianti illuminanti dotati di svariate batterie e lampadine da 20 watt con un’autonomia di circa 1 ora, oltre alla personale pila notturna, il regolamento prevede infatti la luce di scorta a scanso di equivoci. Ehi, e come ci chiamiamo? Il clima è goliardico e bisogna trovare un nome d’arte; all’unanimità decidiamo per “I PATAROULETTES” in onore di quella fantastica serata all’Ancien Cave di Corte (vedi Corsica 2000 - III° giorno). Paghiamo l’iscrizione, prenotiamo l’area campeggio adiacente al percorso, tutto pronto, ma cominciano le grane, o meglio, le nuvole!! Ormai da alcuni giorni viene confermato il presunto stato di allerta da parte della Protezione Civile a causa di una forte perturbazione in arrivo proprio sulla riviera ligure, proprio tra Savona e Imperia, insomma, proprio là. Sarà un caso.... ma cominciano le rinunce. Guido e Chicco mollano, ecco, siamo in 10, poco male, pedaleremo un po’ di più. Le previsioni meteo non lasciano scampo ormai, ma non ci si può più tirare indietro, via che si parte. Il venerdì sera muovono in avanscoperta il Presidente e Loca sull’ammiraglia, Bicio con l’auto propria, visto che domenica mattina ci abbandonerà presto per andare alla scuola di sub a Portofino, il cane! Verso le 19.30 arriviamo, non piove, praticamente è asciutto! Siamo sull’altopiano delle Mànie, esattamente sopra Finale Ligure, un posto bellissimo; il paesaggio è ondulato, fitta boscaglia mediterranea intervallata da radure erbose che sembrano “green” da golf, viste panoramiche sul mare aperto con l’aria salubre che arriva fin lì. Ma questo è il paradiso!! L’organizzazione è effettivamente superba, tutto è a stretto contatto con tutto; l’area partenza, radura immersa nel verde, è attorniata dal tendone mensa, dal palco della direzione evento/centro di informazione, dagli stand espositivi e servizi vari, dalla zona di cambio del testimone e dal percorso, che l’attraversa in pieno per poi salire sul terreno terrazzato che a sua volta è dedicato al posizionamento dai gazebo e delle tende dei vari team. Grazie anche al percorso ad anello che ti fa passare necessariamente di lì, praticamente sei sempre nell’evento, sia quando ti tocca pedalare, sia quando ti riposi, quando mangi, quando sei al cesso, quando hai voglia di farti due passi, in ogni momento, Siamo estasiati, mai visto niente del genere. Saliamo a piedi i terrazzoni e troviamo il ns. posto, piantiamo l’igloo di Bicio e anche un gazebo preso a noleggio lì sul posto, proprio a ridosso delle bandelle rosse e bianche che delimitano il percorso, potremo incitare da vicino chi di noi sarà sotto in quel momento! Ci sono pochi accampamenti  pronti ma un sacco di aree già picchettate, arriveranno tutti domani mattina, tanto la partenza è alle 15.00. Ormai è buio, c’è una trattoria all’ingresso dell’area dell’evento, andiamo a mangiare guardando in su; stelle non ce ne sono, si è alzata un po’ d’aria ma per adesso tiene, non saremo così sfigati no? Il camper di Coco, con Gigi, Mario e Luca (prima competizione assoluta per lui!) è in ritardo, ci si vede direttamente domani mattina sui terrazzoni, saremo là ad aspettarli. Andiamo a dormire và, che domani notte si pedala.......usciamo dalla trattoria, cazzo!! Un ventone bestiale ci investe con pioggerellina fitta di traverso. Ahia, quì si mette male.....Arriviamo sul terrazzone, scenone: il gazebo è completamente ribaltato a una ventina di metri da dove lo avevamo picchettato, la radura e comunque tutta l’area sono spazzate dall’azione del vento, con tutti i bike-campeggiatori impegnati a piantare altri picchetti e tirare funi di fissaggio alle rispettive tende. Ripiazziamo il gazebo togliendo il telone che fa effetto vela, non abbiamo altri picchetti, è completamente buio. A parte le torce che ci siamo portati, nessuno ha pensato ad una situazione di emergenza! La faccenda si fa preoccupante, soprattutto quando ci infiliamo in tenda per dormire; il vento soffia fortissimo, piove che sembra Blade Runner e la tenda, stramaledettamente piegata, comincia a imbarcare acqua. Stiamo sempre in allerta e pronti ad uscire in un attimo di tregua per sistemare i picchetti, per ricoprire la tenda con il telo del gazebo, per dare una mano a qualcuno in difficoltà, insomma una notte d’inferno senza aver praticamente mai dormito e con il pensiero della gara di domani, visto tra l’altro che il “green” era ormai diventato una palude! Infreddoliti, bagnaticci ed assonnati usciamo dalla tenda, sono le 8; l’area è un cantiere. Stanno arrivando un sacco di team, e tutti che piantano gazebi e tende. Ma sono matti? Sta piovendo in una maniera bestiale, ma la faranno davvero sta gara? Arrivano Gigi e Carlo, aria abbastanza riposata da chi ha dormito in camper, parlottiamo e spieghiamo, che si fa? Troppo presto per decidere, aspettiamo ancora un po’, e poi la Direzione ci informerà su cosa hanno intenzione di fare, è prevista la riunione dei Capitani dei team alle 11.00. Anche se siamo tutti sostanzialmente convinti di tornare a casa, aspettiamo ......Intanto si parla con i bikers sparsi ormai dappertutto. Se ne sentono di ogni; alcuni ragazzi di Savona dicono che è la più forte alluvione da quella famosa del ’94, altri ci dicono che la Protezione Civile, presente nella zona partenza con alcuni uomini, ha chiaramente detto che se vengono chiamati giù in riviera qui si blocca tutto, troppo rischioso. Il ns. Presidente si informa personalmente, è vero. Il terreno è tutto un fango, chi ha già corso nella passata edizione dice che qui ci si ammazza, il percorso è bellissimo ma pieno di single track sassosi che saranno ormai diventati ruscelli, qualcun altro ha già deciso, torna a casa, nessun vuole farsi male. Siamo nel camper adesso, piove ininterrottamente, ci guardiamo; ormai la rassegnazione comincia e prendere il sopravvento, in queste condizioni è da pazzi fare la 24h. Tra una fettazza di mortadella ed un bicchiere di lambrusco inganniamo il tempo. Accidenti! Alberto e Sergio! Sono partiti stamattina per raggiungerci, ma visto come si sta mettendo, anzi, come si è già messa, decidiamo che gli vogliamo bene e telefoniamo dicendogli di tornare indietro, è un suicidio, tra poco partiremo anche noi. Sono le 11, Massimo va alla riunione dei capitani, noi a ruota, e lì si scatena la bagarre!! C’è un gruppetto di duri che vogliono partire a tutti i costi, c’è un gruppo di moderati che vuole garanzie, sapere quali sono i rischi effettivi sul percorso e chiede se ci sono soluzioni alternative. Il furbastro dell’organizzazione tenta la strada del “decidete voi”, è evidente che non vuole prendersi responsabilità, soprattutto per via della parte in notturna, ma non riesce. Escono varie ipotesi; si fa dalle 15.00 alle 19.00, si interrompe e si riprende eventualmente domattina., si toglie la parte nuova del percorso che è la più pericolosa e si fa come l’anno precedente, si annulla l’evento. E’ un casino, a nessuno va bene niente, soprattutto al gruppetto dei duri. Viene deciso di mandare una staffetta a provare il percorso decurtato della parte nuova troppo pericolosa. Sono le 12 passate, ha smesso di piovere ma é come se fosse appena passato un monsone..... La staffetta ritorna, “....é fattibile e non ci sono pericoli” dice il verdetto. Te pareva, i duri gioiscono, altri, noi compresi, ci guardiamo, sarà vero? Ormai è deciso, la 24h parte, man mano si vedrà come procedere. I capitani vengono responsabilizzati sul fatto che se la Protezione Civile se ne va, qui si ferma tutto, e ci fanno firmare una dichiarazione in tal senso. O ragazzi, che facciamo? È dura decidere qui; se torniamo a casa ci spiacerà da morire, se partiamo e diventa una Waterloo idem. Quale migliore idea di provarlo noi il percorso? Misuriamoci direttamente così almeno ne saremo convinti. Partono stoicamente Gigi, Massimo e Carlo, non piove, ma nel fare solamente l’anello interno della zona partenza, bici e gambe sono già lerci di fango, oltre ad un paio di cadute sul primo apparentemente innocuo dossetto; i copertoni, già pieni nei solchi, NON grippano!!! Intanto l’atmosfera si trasforma: fino a qualche minuto fa vedevi in giro della gente scazzatissima dal passo stanco, con le ceratone antiacqua e le facce di chi non ci crede più, mentre adesso schizzano tutti a destra e a manca, si sfoggiano le divise, ce ne sono di originalissime, nei gazebo l’attività ferve, l’entusiasmo sale. Passano una quarantina di minuti, li vediamo sbucare dal boschetto che dà direttamente a lato della zona mensa nel paddock; li vediamo, o Dio, li riconosciamo, soprattutto da una sorrisone a 32 denti di quelli che ahimè, non lasciano scampo : “UNA FIGATA!!!” urlo unanime!     E’ fatta ragazzi, ci tocca proprio. La mente comincia a turbinare, si pensa subito alla partenza ed ai cambi, siamo solo in 7, ma chi ce l’ha fatto fare Santo Dio? Ormai sono le 14.00, il DJ e la Direzione si scatenano ai microfoni per suonare la carica, è tutto un casino, il paddock di partenza comincia ad essere affollato e si vedono i primi della classe!! Facce agguerrite, sguardi ipnotizzati, concentrazione massima, ma siamo al fronte per caso? Certo, l’idea di cominciare una cosa così fa venire l’adrenalina, ma questi sembrano kamikaze!! Mancano pochissimi minuti, ormai sono tutti nel paddock pronti per la partenza, che avverrà stile 24h di Le Mans, e cioè un giro di corsa a piedi dell’anello del paddock per poi prendere le bici appoggiate alla rinfusa alle transenne e via. Al ns. Presidente, quale capitano de I Pataroulettes, tocca rompere il ghiaccio;  è li in mezzo, ma si tiene prudenzialmente nella coda del fiume umano; tutti gridano, la musica è a canna, lo speaker è in acido, non c’è dubbio, da come esalta il coraggio “....di chi ci ha creduto fino in fondo e potrà dire IO C’ERO!!” manco Fidel avrebbe ottenuto tanto consenso come in Plaza de la  Revoluciòn a l’Havana in quel lontano ‘59!!  Ormai bisogna gridare per farsi sentire, tutti incitano tutti, ridiamo come pazzi mentre Massimo ha l’aria di uno che va al  patibolo. Sale l’urlo della folla 10!...9!....8!....7!....6!.. nelle prime file si sgomita ferocemente ...5!...4!....3!....2!....1! VIA!!! L’armata brancaleone parte, la fila si allunga e affronta l’ovale infangato di 500 metri. Tutti applaudono, cineprese a go-go, ecco i primi agguerriti, cazzo se corrono, ma questi fanno sul serio! Arrivano nella zona transennata dove una mano amica gli ha sorretto la bici, ci si spintona, si scivola, visi schizzati di fango, i più lesti stanno già pedalando sotto uno scroscio di applausi e grida. “PRESIDENTE!! PRESIDENTE!! SIAMO QUI!!”Anche noi incitiamo Massimo che sbuffando in centro al plotone riesce a cavalcare la sua Vianelli, è una guerra per prendere          un bordo libero. Il terreno fa un gradino di 50 cm proprio lì, si piantano in 20, Presidente compreso,   non si va su né in bici, né a piedi, Gigi filma tutto, fino a quando l’orda passando davanti al palco, per poi sparire nel tratto di percorso che sale sui terrazzoni in mezzo all’accampamento. Ridiamo tutti come matti, mai visto niente del genere.

 

 

............................CONTINUA

 

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